Rassegna Stampa #5

Rassegna Stampa #5

13/09/2017

Fonte: Corriere dell' Alto adige
     di:  Francesco Clementi

 

Marabini: Bolzano non vieti il cricket, aiuta l'integrazione

"Non cacciate il cricket da Bolzano. Prima le alternative, poi i divieti"

"Sempre più spesso si usa il cricket come pretesto per discussioni sugli immigrati. ma il nostro sport non è folklore multietnico, è una disciplina antica che merita di essere trattata con dignità. Spero che anche nella vostra città si riescano a trovare i giusti spazi per praticare il cricket in sicurezza".
Fabio Marabini, Presidente della Federazione nazionale cricket, si tiene informato sulla vicenda bolzanina. E auspica un incontro con il sindaco Renzo Caramaschi, deciso a vietare tale sport negli spazi pubblici dopo l'incidente che ha portato all'ospedale un bimbo colpito da una pallina vagante.
"Legittimi i timori, ma prima di partire con i divieti sarebbe importante individuare alternative":

Presidente Marabini, ha seguito il caso bolzanino?
"Certo, anche perchè è subito rimbalzato sui media nazionali. Il problema è noto: in Italia ci sono pochi campi dedicati al cricket e molti appassionati giocano nei parchi. In mancanza di protezioni un incidente purtroppo può sempre capitare. Poi è chiaro che, di questi tempi , un infortunio legato al cricket faccia più notizia di una pallonata in faccia".

Allude alla caratterizzazione etnica del cricket italiano, dato che amatissimo soprattutto da pakistani, indiani e bengalesi?
"Beh è evidente. Ricordo grandi discussioni qualche anno fa a Brescia. I giocatori che vediamo nei nostri parchi sono in massima parte di origine straniera e ragazzi di seconda generazione. Inevitabili le discussioni anche politiche. Però quello che viene visto da taluni solo come un fenomeno etnico-culturale è in realtà una disciplina di lunga tradizione, secondo le stime la seconda più seguita al mondo dopo il calcio. Meritiamo di essere trattati innanzitutto per ciò che siamo, uno sport agonistico che merita strutture adeguate".

A Bolzano si è fatto male un bambino colpito da una palla vagante. Non è giusto vietare il cricket nei parchi?
"Esprimo ovviamente tutto il rammarico per l'accaduto.E' doveroso che un sindaco abbia a cuore la salute e la sicurezza dei suoi cittadini. I rischi ci sono: in parte vengono ridotti quando si usano le palline da tennis, ma la vera palla da cricket pesa un etto e mezzo: può fare male.
Nei parchi inglesi si gioca molto a cricket e nessuno si lamenta, ma ci sono tradizione e sensibilità diverse".

Che fare dunque?
"Anche a Brescia il Comune vietò il cricket nei parchi, ma allo stesso tempo mise a disposizione un campo dedicato. Ecco, secondo me prima di partire con i divieti generalizzati si dovrebbero individuare le alternative. A Bolzano mi pare sia stato fatto il contrario. Facciamocene una ragione: il cricket è lo sport che ha il maggiore tasso di crescita a livello praticanti, in futuro la richiesta di spazi sarà sempre maggiore".

Che tipo di campi servono?
"Non piccoli: le dimensioni arrivano a 130 metri di lunghezza, più di un campo di calcio. può funzionare come soluzione intermedia l'ospitalità nei campi da baseball."

Al di là dei luoghi comuni, il popolo del cricket tende a chiudersi in se stesso o questo sport riesce a favorire il dialogo tra culture diverse?
"Assolutamente può essere un ottimo mezzo di integrazione. Un ragazzo di origine straniera che vuole fare cricket in Italia impara ad inserirsi in un sistema anche burocratico, con le sue regole: un'esperienza utile pure fuori dal campo. Come Federazione, inoltre, da due anni organizziamo assieme a Coni e Croce rossa la Giornata del cricket per profughi e rifugiati. Il nostro sport può fare molto, spero che anche Bolzano lo valorizzi".

 Lei è anche maestro di sci e viene spesso in Alto Adige: chiederà un incontro con il sindaco Caramaschi?
"Mi piacerebbe molto parlare con lui, sono sicuro che si possano trovare soluzioni costruttive".