IL CRICKET NELLE SCUOLE: L’INTERVISTA DELLA SETTIMANA CON GABRIELE ZANOLI

IL CRICKET NELLE SCUOLE: L’INTERVISTA DELLA SETTIMANA CON GABRIELE ZANOLI

01/06/2020

IL CRICKET NELLE SCUOLE: L’INTERVISTA DELLA SETTIMANA CON GABRIELE ZANOLI

Nei giorni scorsi abbiamo contattato Gabriele Zanoli, consigliere federale e Presidente del Pontinia Cricket Club per parlare del progetto scuole e dell’attività della “Commissione scuola” che segue insieme ai consiglieri federali: Lorena Haz e Thilini Kariyawasam.

Una volta insediati alla guida della “Commissione scuola” qual è stato il vostro lavoro?

“Innanzitutto bisogna dire che non partivamo da zero. Negli anni la FCrI aveva costruito solidi rapporti con una quindicina di scuole in cui si praticava il cricket. Tuttavia, siccome non sempre era possibile avere un pieno riscontro dell’attività che veniva effettivamente svolta, abbiamo deciso di seguire anche nuove strade. La prima cosa che abbiamo fatto è stato pensare un progetto da proporre alle scuole che rappresentasse innanzitutto un percorso comune e in cui la parte sportiva fosse collegata con tutte le altre materie scolastiche. Un progetto in cui il cricket viene visto non solo come uno sport giocato in palestra ma anche come strumento per imparare l’inglese, la storia, la geografia e persino la matematica (basti pensare al sistema Duckworth–Lewis per ricalcolare i punteggi quando le partite si interrompono per pioggia). Potremo così coinvolgere un numero maggiore di insegnanti, oltre a quelli di educazione fisica che, in autonomia o con la supervisione di un responsabile proveniente da una società affiliata alla FCrI, avrà il compito di insegnare i rudimenti del gioco nella sua modalità scolastica: il cosiddetto Kwik Cricket”.

E a che punto siamo con il progetto?

“Beh, qui arriva la prima ottima notizia. Il progetto, pensato sia per le scuole primarie sia per quelle secondarie di I e II grado, che è stato presentato dalla Commissione Scuola è stata giudicato dal CONI ‘di interesse nazionale’, rientrando così nell’elenco dei progetti nazionali e regionali ammessi ad essere svolti dagli Organismi proponenti”.

Un bel successo! Si può dire?

“Diciamo di sì, soprattutto perché così si è invertita la tendenza. Prima eravamo noi come Federazione che attraverso le ASA andavamo a cercare le scuole, mentre ora, entrando in un programma nazionale, sono le scuole che ci chiedono di poter praticare il cricket. In questo modo abbiamo acquisito una maggiore visibilità che prima non avevamo, e ci ha fatto piacere ricevere già delle richieste di alcune scuole italiane che vorrebbero intraprendere con noi questo percorso”

Qual è l’obiettivo che vi siete prefissati?

“Vogliamo prima di tutto promuovere il cricket e formare i docenti, in modo tale da avere sempre più operatori su tutto il territorio e quindi andare anche in quelle regioni in cui al momento non ci sono società affiliate. Nell’immediato quindi ci concentreremo per promuovere il più possibile questo progetto, ma nel lungo periodo il mio sogno è quello di organizzare un vero e proprio circuito di cricket all’interno dei Giochi Sportivi Studenteschi. L’ideale sarebbe iniziare la sperimentazione a livello locale e regionale per poi magari un giorno, dopo aver raggiunto un buon numero di regioni, riuscire ad arrivare a una finale nazionale. Non voglio però fare fughe in avanti. Noi come commissione scuola teniamo i piedi ben saldi a terra e quindi al momento la nostra priorità è quella di seguire da vicino questo progetto. Abbiamo davanti una grande opportunità che in quanto tale va gestita al meglio”.

In che modo l’essere diventati progetto di interesse nazionale cambierà le modalità di lavoro?

“Intanto ci consente di aumentare considerevolmente la visibilità e questo è sicuramente uno dei più grandi benefici da sfruttare. La modalità di lavoro cambierà sicuramente perché l’essere presenti nell’elenco dei progetti nazionali e regionali ammessi ad essere svolti dagli Organismi proponenti ci permetterà di arrivare in tutte le scuole d’Italia, generando quindi una maggiore richiesta che inizialmente potrebbe risultare distribuita in maniera disomogenea lungo il territorio nazionale e comportando quindi una gestione sicuramente più impegnativa da parte della F.Cr.I. Sappiamo già che ci troveremo davanti ad un enorme puzzle da comporre e che all’inizio ci darà molto da fare, ma poi piano piano si comporrà di tutti i suoi pezzi”.

La pandemia e il lockdown hanno rallentato questo vostro percorso?

“Direi di no. Per fortuna il Covid-19 per il momento non ha influito, visto che il progetto partirà dal prossimo anno. Lo stiamo ultimando, ma nel giro di un mese sarà pronto per essere presente sui tavoli dei consigli dei docenti quando sarà il momento per le scuole di fare la programmazione”.

E una volta pubblicato?

“Prima di risponderti faccio una premessa. Vorrei ricordare che in questo percorso la collaborazione con le ASA resta fondamentale. Abbiamo persone molto in gamba sul territorio che mi auguro saranno le prime a sposare il progetto. Peraltro stiamo pensando anche ad un sistema di incentivi per premiare coloro che riusciranno a portare gli studenti dalla scuola anche a giocare nei nostri campionati. Inoltre le società potranno presentarsi nelle scuole, dove magari hanno già qualche contatto, forti di questo progetto e del pieno sostegno della FCrI. Ovviamente noi della Commissione scuola siamo più che disponibili a offrire qualsiasi chiarimento. In assenza di ASA o di istruttori nei paraggi della scuola richiedente, l’idea è di organizzare due o tre incontri a livello nazionale per formare adeguatamente gli stessi insegnanti di Educazione fisica”.

Perché le scuole dovrebbero investire in un progetto sul cricket?

“Perché il cricket è uno sport davvero inclusivo. Lo possono giocare sia le ragazze che i ragazzi e, soprattutto in determinate zone d’Italia, è un modo eccellente per coinvolgere gli studenti con un background culturale del subcontinente indiano. Ti faccio un esempio, io vengo da una zona in cui vive la seconda comunità indiana più grande d’Italia e tutte le volte che con il mio club abbiamo portato il cricket nelle scuole, un po' per la curiosità dei bambini e dei docenti, un po' per il carattere innovativo della proposta e soprattutto per l’aspetto inclusivo, ho ricevuto sempre feedback positivi e un invito a ripresentare la proposta l’anno successivo. Poi perché quando si gioca a cricket si impara a vivere lo sport secondo i valori dello “Spirito del Gioco”. Poi perché giocare a cricket ti offre l’opportunità di girare l’Italia e conoscere persone che provengono da altre zone del mondo con culture, storie, abitudini e sogni diversi da cui si può solo imparare. Ma anche perché praticare uno sport, “nuovo”, diverso e alternativo è un modo per rompere gli schemi. E infine perché è uno sport bellissimo a cui ci si appassiona in fretta e, nella modalità che proponiamo noi alle scuole, è facilmente praticabile in qualsiasi palestra”